martedì, ottobre 31, 2006

L'autunno


Il cielo grigio di oggi a Torino non corrisponde alla mia immagine di autunno, dai colori brillanti dell'arancio del marrone e del rosso. Qui si comincia ad associare il grigio del cielo con la nebbiolina mattutina,che ti avvolge nel suo velo di tristezza.
La settimana scorsa ho potuto rivivere per pochi giorni l'estate ed il suo odore. Sono andata semplicemente a Roma, 600 Km a sud. La luce sembrava quella torinese dei primi di settembre che inequivocabilmente associo ancora all'inizio della scuola.
Questa bellissima foto rappresenta la mia immagine di autunno. Complimenti all'autore.

lunedì, ottobre 30, 2006

Torta Pere e Cioccolato

(15' preparazione, 30' cottura)

Ingredienti:
1 confezione pasta frolla fine,
oppure pasta sablé/frolla fatta in casa
3 pere grandi e sode
2 uova
5 cucchiai di cacao amaro
5 cucchiai di zucchero
1 confezione panna da cucina
fecola di patate q.b. per addensare
1 cucchiaino di brandy
cannella q.b.
noce moscata un pizzico

Preparazione

Stendere la pasta frolla in una teglia preventivamente ricoperta con carta da forno e bucherellarne il fondo con i rebbi di una forchetta.Tagliare a cubetti piccoli le pere e posizionarle sulla pasta. In una terrina montare con le fruste elettriche i TUORLI d'uovo con lo zucchero,tenendo da parte gli albumi.Quando il composto sarà diventato biancastro e comincerà a formare delle bolle in superficie vuol dire che è stato sbattuto a sufficienza.Aggiungere lentamente sempre montando con le fruste il cacao,evitando il formarsi di grumi.
Quando tutto il cacao sarà amalgamato,se il composto dovesse risultare eccessivamente liquido,si può decidere di incorporare anche un paio di cucchiaini di fecola. Spruzzare il composto con un po' di brandy ed aggiungere le spezie. Infine sempre sbattendo con le fruste elettriche aggiungere la panna da cucina, dopo aver fatto sgocciolare il siero tipico che si forma in ogni confezione.
In un' altra terrina, montare a neve ben ferma con le fruste gli albumi con un pizzico di sale. A questo punto bisogna incorporare DELICATAMENTE con una FORCHETTA gli albumi al composto al cioccolato e versarlo nella tortiera sopra le pere già tagliate.
Infornare la torta per 25-30 min. a 160-180 C°,meglio se con modalità ventilata.
Buon Appetito

Joyce....Finnegans Wake

Vi saluto con una bellissima citazione di Joyce,che esemplifica l’orientalizzazione dell’Occidente e l’occidentalizzazione dell’Oriente, tratta da Finnegans Wake.

The West shall shake the East awake

While ye have the night for morn

giovedì, ottobre 19, 2006

Ho dovuto uccidere


E' il racconto autobiografico di un intrepido 007 del Mossald israeliano, infiltrato tra le fila degli Hezbollah libanesi. Racconto avvincente che ha per protagonista un agente donna, ingegnere di origini francesi che decide dopo i vent’anni di fare l’”aliyah”, la salita ossia l’immigrazione verso Israele. La completa integrazione nel paese comprende l’inevitabile servizio militare. Nima, questo è il nome di fantasia della protagonista è poco incline al rispetto della disciplina e per una serie di circostanze viola il sistema informatico centrale dell’esercito. Per rimediare a questo grave atto, Tshalal, l’esercito israeliano propone come compensazione l’appartenenza al Mossad per evitare anni di carcere.Questo evento cruciale dà il via all’incontro della protagonista con la morte. Dopo essersi finta con successo combattente hezbollah, si trova costretta ad uccidere una compagna di addestramento per provare il suo coraggio e la sua dedizione alla causa.

Inizia la sua scia di sangue, la vita della spia. I pestaggi, le reclusioni nelle prigioni palestinesi, e le incredibili fughe. Il ritmo del racconto è basato su un alternarsi continuo di momenti in cui la protagonista agisce da spia infiltrata e momenti in cui vive in Israele, per riprendersi dalle dure missioni all’estero.

Ben scritto, in grado di suscitare la suspence necessaria per leggerlo tutto d’un fiato. Nonostante questo, dopo esser arrivati all’ultima pagina si chiude il romanzo con l’impressione che l’autrice si sia impegnata soprattutto nella propria autocelebrazione attraverso questa protagonista invincibile, quasi immortale.

Nei film di James Bond erano famosi gli oggetti di uso comune trasformati in sofisticatissime armi, in questo romanzo,invece, la protagonista riesce a salvarsi la vita con un’improbabile pillola di glucosio nascosta nel tacco di una scarpa. Benché verosimile come “autobiografia”, il personaggio della spia che riesce a salvarsi a dispetto delle umane probabilità, appare inevitabilmente caricaturato e lascia spazio ad una sorta di machismo in chiave femminile.

La conclusione, infine, ricorre alla facile dietrologia del complotto russo per spiegare l’11 settembre, tramite una serie di argomentazioni ben costruite, ma con considerazioni tecniche di supporto insufficienti. Se davvero gli aerei kamikaze fossero stati guidati dai satelliti russi diritti sulle twin towers, forse ora i contingenti americani si troverebbero dispiegati altrove….

martedì, ottobre 17, 2006

sabato, ottobre 14, 2006

Oriana fallaci

Whether it comes from a despotic sovereign or an elected president, from a murderous general or a beloved leader, I see power as an inhuman and hateful phenomenon. . . . I have always looked on disobedience toward the oppressive as the only way to use the miracle of having been born.”

Nicolas Eymerich inquisitore

Un vecchio pregiudizio dell’editoria italiana, ancor oggi vivo, vuole che la letteratura “di genere” scritta da italiani non venda. In realtà, per i polizieschi la leggenda nera sembra sfatata. Purtroppo, trovare un fantasy o della sci fi, di successo, con la firma di un autore nostrano non celata da pseudonimi resta difficile. Alle illuminate idées reçues delle case editrici si sono sposati per decenni gli snobismi della comunità letteraria nazionale. Così, tutte quelle caratteristiche che fanno il genere: la serialità, l’uso consapevole degli stereotipi e di certe atmosfere; venivano considerati buoni per i lettori da edicola.
Proprio in edicola, nella storica serie Urania, esordiva nel 1994 il personaggio dell’Inquisitore Eymerich, frutto della penna di Valerio Evangelisti. Si tratta, senza alcun dubbio, di uno dei migliori prodotti di genere sul mercato. O meglio, un prodotto intelligentemente a cavallo dei generi, dove il medio evo delle eresie si intreccia con la fantascienza. Nell’ intrecciare i riferimenti storici rigorosi, alla sci fi colta ed impegnata degli anni 1960 e ’70, quella insomma sempre alla ricerca della distopia e del complotto; Evangelisti da prova di una capacità narrativa e di una raffinatezza intellettuale fuori dal comune.
Tuttavia, per quanto la parte “counter culture” sia scritta bene e abbracci tutti gli stereotipi del genere da Philip K. Dick, a Ellroy, il punto forte della serie resta Nicolas Eymerich. Il nostro antieroe è uno psicopatico con venature di sadismo. Ma, volendo uscire dal ciarpame pseudo-psicanalitico, Il domenicano da perfetto cristiano rigorista del 1300 odia il disordine ed il mondo fisico. Il corpo, la vita brulicante e maleolente dell’evo di mezzo evocano ai suoi occhi l’imperfezione ed il peccato. A questo classico ascetismo, il buon seguace di Tommaso sposa l’odio per il disordine e l’irrazionalità. Di conseguenza, Nicolas non avversa solo il fisico ma anche il misticismo, il primo perché peccaminoso ed il secondo perché anarchico. Poco importa, che Tommaso da buon aristotelico vedesse un disegno razionale nella natura. Eymerich è uomo del medio evo, quindi pensa alla realtà del proprio tempo come all’immondezzaio da cui Giobbe pronuncia il “ qua re me exducit?”.
Questo Giobbe furioso conduce la propria lotta personale, per l’ortodossia e la chiesa, con fredda intelligenza e sopraffino fiuto politico. La magia di Evangelisti sta proprio nel costruire questo “mostro” e, senza cedere alla tentazione di ammorbidirlo, renderlo affascinante. Di fronte a tale abilità si accettano anche i complottismi frusti. Per vedere il nostro in azione, trangugiamo la CIA intenta a diffondere malattie genetiche, il potere come oscuro e misterioso (very sixties) bla bla. Del resto anche questi sono clichés del genere, patetici e ridicoli fuori dalla fiction sulla pagina funzionano.

Per tutte le informazioni, anche sulle ottime opere fuori dalla serie.
Per conoscere il mondo di appassionati. Per conoscere un autore ed un intellettuale di assoluto spessore. www.eymerich.com